Crisi del paradigma di controllo strategico tradizionale.

La pianificazione strategica, come procedura per regolare la gestione aziendale sulla base di piani e programmi a medio e lungo termine, appare oggi insufficiente nell'attuale clima di elevata complessità e di crescente incertezza e instabilità dello scenario di mercato.
La carta vincente del vantaggio competitivo per un'azienda che opera in queste condizioni non è più, come in passato, la capacità di previsione e di adattamento, ma la capacità di produrre e gestire innovazioni. Questo modello presuppone una larga indeterminatezza delle condizioni future sociali e del mercato, che non sono più perfettamente prevedibili: "Compito prioritario dell'azienda appare così quello di gestire l'incertezza e la complessità dello scenario organizzativo, favorendo lo sviluppo di processi di apprendimento fondati sull'idea di discontinuità e sull'utilizzo di tempi relativamente brevi " (Oggero, 1998:22).

L'apprendimento individuale e collettivo viene così collocato al centro dei processi di gestione, allo scopo di:

rafforzare le capacità dell'organizzazione;

ripensare il rapporto azienda-ambiente;

identificare nuove soluzioni in termini di prodotti/servizi e modalità di approccio al cliente;

mettere in discussione il disegno organizzativo attraverso modelli che agevolino l'evoluzione delle competenze distintive.